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La leggenda di Redenta Tiria

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«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Quando un bambino chiede il perché, la nonna risponde che quando la Voce ti chiama, non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, una misteriosa femmina cieca, Redenta Tiria, arriva in paese e dichiara di essere figlia del sole, cambiando il destino della gente di Abacrasta, che smette di impiccarsi. La narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia, si sviluppa attorno a questo evento. Niffoi è descritto come un narratore rapace, capace di catturare l'essenza dei suoi personaggi con incisività e una comicità nera, mostrando una pietà profonda per le loro esistenze. Il paesino di Abacrasta diventa un caotico e grottesco teatro, dove ogni creatura, che si salvi o meno grazie a Redenta Tiria, rappresenta una delle molteplici sfaccettature della condizione umana. Niffoi emerge come una voce antica e vivificante, capace di creare una lingua che unisce elementi alti e sensuali, mescolando il dialetto in modo necessario e potente, senza mai risultare futile o meccanico.

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La leggenda di Redenta Tiria, Salvatore Niffoi

Langue
Année de publication
2005
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(souple),
État du livre
Bon
Prix
9,99 €

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4,5
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Titre
La leggenda di Redenta Tiria
Langue
Italien
Éditeur
Adelphi
Publié
2005
Format
souple
Pages
161
ISBN10
8845919722
ISBN13
9788845919725
Séries
Évaluation
4,5 sur 5
Description
«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Quando un bambino chiede il perché, la nonna risponde che quando la Voce ti chiama, non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, una misteriosa femmina cieca, Redenta Tiria, arriva in paese e dichiara di essere figlia del sole, cambiando il destino della gente di Abacrasta, che smette di impiccarsi. La narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia, si sviluppa attorno a questo evento. Niffoi è descritto come un narratore rapace, capace di catturare l'essenza dei suoi personaggi con incisività e una comicità nera, mostrando una pietà profonda per le loro esistenze. Il paesino di Abacrasta diventa un caotico e grottesco teatro, dove ogni creatura, che si salvi o meno grazie a Redenta Tiria, rappresenta una delle molteplici sfaccettature della condizione umana. Niffoi emerge come una voce antica e vivificante, capace di creare una lingua che unisce elementi alti e sensuali, mescolando il dialetto in modo necessario e potente, senza mai risultare futile o meccanico.