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«Il sangue degli altri e il nostro, è lo stesso sangue»: un legame indissolubile unisce la nostra esistenza a quella degli altri, delle persone che ci sono più care e vicine, come di chi ci è sconosciuto e lontano. Scegliendo - o rifiutandoci di scegliere - siamo sempre responsabili dei nostri atti, di cui, pure, non possiamo prevedere le conseguenze, Quest'ansia morale che segna tutta la maturazione del protagonista, Jean Blomart, si fa più tesa e profonda allo scoppio della Seconda guerra mondiale, di fronte all'occupazione nazista di Parigi: ora più che mai ognuno deve scegliere, ognuno è responsabile. Ma è la giovane Hélène, vitale e appassionata, sfrontata e coraggiosa, forte soprattutto del suo amore per lui, ad essere ferita a morte in un'azione partigiana. Nulla potrà mai liberare Blomart da questo rimorso, nemmeno le parole che Hélène gli ripete nella sua agonia: «Sono stata io che ho voluto andarci». Eppure continuerà a lottare perché - ci dice Simone de Beauvoir attraverso questo romanzo -, se si vuole che la vita abbia un senso e che la libertà esista, bisogna anche accettare «il rischio e l'angoscia», la colpa inespiabile che le nostre azioni comportano.
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Il sangue degli altri, Simone Beauvoir
- Langue
- Année de publication
- 1991
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- (souple)
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- Titre
- Il sangue degli altri
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Simone Beauvoir
- Éditeur
- Mondadori
- Publié
- 1991
- Format
- souple
- Pages
- 280
- ISBN10
- 8804354348
- ISBN13
- 9788804354345
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Thématique philosophique, Romans historiques, Classiques, France, Littérature française
- Titre original
- Le sang des autres
- Évaluation
- 4 sur 5
- Description
- «Il sangue degli altri e il nostro, è lo stesso sangue»: un legame indissolubile unisce la nostra esistenza a quella degli altri, delle persone che ci sono più care e vicine, come di chi ci è sconosciuto e lontano. Scegliendo - o rifiutandoci di scegliere - siamo sempre responsabili dei nostri atti, di cui, pure, non possiamo prevedere le conseguenze, Quest'ansia morale che segna tutta la maturazione del protagonista, Jean Blomart, si fa più tesa e profonda allo scoppio della Seconda guerra mondiale, di fronte all'occupazione nazista di Parigi: ora più che mai ognuno deve scegliere, ognuno è responsabile. Ma è la giovane Hélène, vitale e appassionata, sfrontata e coraggiosa, forte soprattutto del suo amore per lui, ad essere ferita a morte in un'azione partigiana. Nulla potrà mai liberare Blomart da questo rimorso, nemmeno le parole che Hélène gli ripete nella sua agonia: «Sono stata io che ho voluto andarci». Eppure continuerà a lottare perché - ci dice Simone de Beauvoir attraverso questo romanzo -, se si vuole che la vita abbia un senso e che la libertà esista, bisogna anche accettare «il rischio e l'angoscia», la colpa inespiabile che le nostre azioni comportano.


