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Pubblicato nel 1966, e oggi tradotto in tutto il mondo, questo romanzo dell’oscura, crudele Sicilia è universalmente considerato una delle maggiori imprese narrative di Sciascia. Sobrio, amaro, sottilmente sarcastico, e insieme netto e preciso nei contorni, racconta la storia di un farmacista che «viveva tranquillo, non aveva mai avuto questioni, non faceva politica», e un giorno riceve una lettera anonima che lo minaccia di morte. Da questo punto in avanti tutta la realtà comincia a traballare, e il sospetto, l’insinuazione e il sangue dominano la realtà del paese, nell’entroterra siciliano. Tutta l’arte di Sciascia sta nell’aggrovigliare e dipanare, volta a volta, questa matassa. Nulla sfugge al groviglio, e alla fine vi rimarrà soffocata proprio la figura dell’investigatore disinteressato, dell’osservatore lucido, il quale, quanto più indagava, tanto più «nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».
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A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia
- Langue
- Année de publication
- 1988
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- (souple)
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- Titre
- A ciascuno il suo
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Leonardo Sciascia
- Éditeur
- Adelphi
- Publié
- 1988
- Format
- souple
- Pages
- 151
- ISBN10
- 8845902889
- ISBN13
- 9788845902888
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Polars & Thrillers, Polars, Classiques, Europe du Sud, Italie, Littérature italienne
- Titre original
- A ciascuno il suo
- Évaluation
- 3,8 sur 5
- Description
- Pubblicato nel 1966, e oggi tradotto in tutto il mondo, questo romanzo dell’oscura, crudele Sicilia è universalmente considerato una delle maggiori imprese narrative di Sciascia. Sobrio, amaro, sottilmente sarcastico, e insieme netto e preciso nei contorni, racconta la storia di un farmacista che «viveva tranquillo, non aveva mai avuto questioni, non faceva politica», e un giorno riceve una lettera anonima che lo minaccia di morte. Da questo punto in avanti tutta la realtà comincia a traballare, e il sospetto, l’insinuazione e il sangue dominano la realtà del paese, nell’entroterra siciliano. Tutta l’arte di Sciascia sta nell’aggrovigliare e dipanare, volta a volta, questa matassa. Nulla sfugge al groviglio, e alla fine vi rimarrà soffocata proprio la figura dell’investigatore disinteressato, dell’osservatore lucido, il quale, quanto più indagava, tanto più «nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».











