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La tigre bianca

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L'indiano Balram Halwai, "la Tigre Bianca di Bangalore", scrive una lunga lettera al primo ministro cinese Wen Jiabao. Benché si presenti come "un imprenditore che vive nel centro mondiale della tecnologia e outsourcing", per la maggior parte del romanzo Balram non è un uomo d'affari, ma un servo. È nato a Laxmangarh ("il tipico paradiso rurale indiano") ed è figlio di un conducente di risciò; alla morte del padre, viene tolto dalla scuola e mandato a lavorare come inserviente in un chiosco del té. Giunto in città, decide di cambiare lavoro e di proporsi come autista a qualche ricco signore. Dopo qualche sommaria lezione di guida, si presenta come per caso alla porta di un compaesano, Mr Ashok, il figlio di uno dei quattro boss dell'industria del carbone (e dei taglieggiamenti) di Laxmangarh, un feroce e patetico vecchio che accetta di prenderlo alle sue dipendenze come vice autista e servo tuttofare. Quando scopre che il primo autista è in realtà un musulmano che si fa passare per indù, Balram lo ricatta, riuscendo a diventare autista principale e accompagnatore di Mr Ashok e signora a Delhi. Apprezzato dal padrone per la sua onestà e per l'incredibile mitezza con cui reagisce ai maltrattamenti e alle umiliazioni, Balram matura a poco a poco un feroce e soffocato risentimento. Mentre trasporta il padrone da un ministero all'altro, si accorge delle infinite possibilità che lo circondano, pur sapendo che non potrà mai far parte di quel mondo...

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La tigre bianca, Aravind Adiga, Norman Gobetti

Langue
Année de publication
2008
Reliure
(rigide)
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Titre
La tigre bianca
Langue
Italien
Éditeur
Einaudi
Publié
2008
Format
rigide
Pages
236
ISBN10
8806192000
ISBN13
9788806192006
Séries
Description
L'indiano Balram Halwai, "la Tigre Bianca di Bangalore", scrive una lunga lettera al primo ministro cinese Wen Jiabao. Benché si presenti come "un imprenditore che vive nel centro mondiale della tecnologia e outsourcing", per la maggior parte del romanzo Balram non è un uomo d'affari, ma un servo. È nato a Laxmangarh ("il tipico paradiso rurale indiano") ed è figlio di un conducente di risciò; alla morte del padre, viene tolto dalla scuola e mandato a lavorare come inserviente in un chiosco del té. Giunto in città, decide di cambiare lavoro e di proporsi come autista a qualche ricco signore. Dopo qualche sommaria lezione di guida, si presenta come per caso alla porta di un compaesano, Mr Ashok, il figlio di uno dei quattro boss dell'industria del carbone (e dei taglieggiamenti) di Laxmangarh, un feroce e patetico vecchio che accetta di prenderlo alle sue dipendenze come vice autista e servo tuttofare. Quando scopre che il primo autista è in realtà un musulmano che si fa passare per indù, Balram lo ricatta, riuscendo a diventare autista principale e accompagnatore di Mr Ashok e signora a Delhi. Apprezzato dal padrone per la sua onestà e per l'incredibile mitezza con cui reagisce ai maltrattamenti e alle umiliazioni, Balram matura a poco a poco un feroce e soffocato risentimento. Mentre trasporta il padrone da un ministero all'altro, si accorge delle infinite possibilità che lo circondano, pur sapendo che non potrà mai far parte di quel mondo...