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detebe: Schwarzer Regen. Roman

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Il piccolo protagonista si ricorda ancora, dopo tanti anni, dell'arrivo della zia Valerie. Aveva capito subito che la zia era cattiva, appena era andata ad abitare con lui nella piccola casa sopra il negozio dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica. «"Mi raccomando, sii gentile con la zia Valérie!". Sono passati molti anni, ma Jérome se la ricorda benissimo quella "vecchia foca", con la sua faccia larga,grassa, il flaccido doppio mento, la peluria scura sul labbro superiore e quel disgustoso odore di vecchiaia e di odio. Si era piazzata nella minuscola casa sopra il negozio di tessuti dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica, e lui aveva capito subito che era cattiva, prima ancora che in un momento d'ira lei rompesse gli animaletti a lui cari più di ogni altra cosa al mondo, quelli con cui giocava, seduto per terra, davanti alla finestra a mezzaluna che sormontava l'ingresso del negozio.»

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detebe: Schwarzer Regen. Roman, Georges Simenon

Langue
Année de publication
1993
Reliure
(souple),
État du livre
Bon
Prix
3,19 €

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Titre
detebe: Schwarzer Regen. Roman
Langue
Allemand
Éditeur
Diogenes
Publié
1993
Format
souple
Pages
158
ISBN10
3257225571
ISBN13
9783257225570
Séries
Description
Il piccolo protagonista si ricorda ancora, dopo tanti anni, dell'arrivo della zia Valerie. Aveva capito subito che la zia era cattiva, appena era andata ad abitare con lui nella piccola casa sopra il negozio dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica. «"Mi raccomando, sii gentile con la zia Valérie!". Sono passati molti anni, ma Jérome se la ricorda benissimo quella "vecchia foca", con la sua faccia larga,grassa, il flaccido doppio mento, la peluria scura sul labbro superiore e quel disgustoso odore di vecchiaia e di odio. Si era piazzata nella minuscola casa sopra il negozio di tessuti dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica, e lui aveva capito subito che era cattiva, prima ancora che in un momento d'ira lei rompesse gli animaletti a lui cari più di ogni altra cosa al mondo, quelli con cui giocava, seduto per terra, davanti alla finestra a mezzaluna che sormontava l'ingresso del negozio.»