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Il venditore di libri

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Tre giri di tè verde al sapore di menta scandiscono, seguendo un rituale antico, il tempo della memoria di Amadou, giovane senegalese che vive in Italia vendendo, per strada, libri sull'Africa. L'infuso zampilla nei bicchierini, le immagini s'affollano nella mente, la schiuma, infine, s'addensa e sono, con il primo giro, gli insegnamenti del padre, detto "Il Leone" – forte, combattivo, severo – che la narrazione filtra per il lettore. Secondo giro di tè. Bollono e ribollono lenti i ricordi mentre le foto scorrono fra le dita: la giovane madre Ramatoulaye, che vuol dire “Misericordia”, generosa, altruista e paziente, lei che del padre è l'amica. E ancora, le foglie di tè sono donne amate e donne perdute. Sono le due figlie, rimaste a vivere in Senegal. Il racconto di Amadou – lui che è di casta griot, quella dei cantastorie – procede lieve e incalzante e approda all'incontro con la compagna di oggi, la moglie italiana dalla quale ha avuto un figlio. Insieme a lei ha scritto questo libro, senza retorica e con sincerità, sorseggiando il tè sino al terzo ed ultimo giro. Qui, l'amarezza dell'impatto con l'Italia, lo svelamento dei tic di pensiero e di linguaggio, pericolosamente eurocentrici, d alcuni italiani e, talvolta, degli stessi immigrati, lasciano gradualmente il posto alle riflessioni sul senso del Viaggio nelle lontane terre della nostra anima.

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Il venditore di libri, Papa Ngady Faye, Antonella Colletta

Langue
Année de publication
Reliure
(souple),
État du livre
Bon
Prix
5,49 €

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Titre
Il venditore di libri
Langue
Italien
Format
souple
ISBN10
8890844833
ISBN13
9788890844836
Séries
Mots clés
Description
Tre giri di tè verde al sapore di menta scandiscono, seguendo un rituale antico, il tempo della memoria di Amadou, giovane senegalese che vive in Italia vendendo, per strada, libri sull'Africa. L'infuso zampilla nei bicchierini, le immagini s'affollano nella mente, la schiuma, infine, s'addensa e sono, con il primo giro, gli insegnamenti del padre, detto "Il Leone" – forte, combattivo, severo – che la narrazione filtra per il lettore. Secondo giro di tè. Bollono e ribollono lenti i ricordi mentre le foto scorrono fra le dita: la giovane madre Ramatoulaye, che vuol dire “Misericordia”, generosa, altruista e paziente, lei che del padre è l'amica. E ancora, le foglie di tè sono donne amate e donne perdute. Sono le due figlie, rimaste a vivere in Senegal. Il racconto di Amadou – lui che è di casta griot, quella dei cantastorie – procede lieve e incalzante e approda all'incontro con la compagna di oggi, la moglie italiana dalla quale ha avuto un figlio. Insieme a lei ha scritto questo libro, senza retorica e con sincerità, sorseggiando il tè sino al terzo ed ultimo giro. Qui, l'amarezza dell'impatto con l'Italia, lo svelamento dei tic di pensiero e di linguaggio, pericolosamente eurocentrici, d alcuni italiani e, talvolta, degli stessi immigrati, lasciano gradualmente il posto alle riflessioni sul senso del Viaggio nelle lontane terre della nostra anima.