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Una satira feroce ed esilarante, un capolavoro della letteratura comica. Forte di una sua giovanile esperienza sul campo, Courteline fa muovere i suoi mezzemaniche in uno scenario così brillantemente descritto: "Catacombe amministrative che talvolta un freddo glaciale riempie e dove dormono alla rinfusa, sotto una coltre di polvere, pacchi di incartamenti stipati, sedie rotte, cartoni in brandelli, persino alari e scarpe ammuffite". E impigliati dentro il ministero, si aggirano e parlano con evidenza e assurdità d'ogni genere tipi umani che vivono "oltre quel luogo e quel tempo". La notazione è di De Mauro che nell'introduzione mette in luce un fatto su cui di rado ci si sofferma: il piccolo burocrate ministeriale, il mezzemaniche appunto, è una figura perfettamente globalizzata già prima dell'"invenzione" della globalizzazione, indipendente dalla geografia e dalla storia. Quasi una maschera universale: si pensi a Gogol e a Camilleri, a Kafka e a De Marchi e a Pirandello, per limitarsi alla sola letteratura... Questo uno dei segreti della perenne attualità dei Mezzemaniche e del piccolo miracolo del riso che infallibilmente la sua lettura scatena. L'altro è la maestria stilistica, la continua e stupefacente fantasia, l'insensata brillantezza dei dialoghi (che anticipano il teatro dell'assurdo di Ionesco) e soprattutto il senso dei tempi comici che costituisce la dote innata dell'autore.

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I mezzemaniche, Courteline Georges, Tullio De Mauro

Langue
Année de publication
2008
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(souple),
État du livre
Bon
Prix
3,99 €

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Titre
I mezzemaniche
Langue
Italien
Éditeur
UTET
Publié
2008
Format
souple
Pages
195
ISBN10
8802080208
ISBN13
9788802080208
Séries
Mots clés
Fiction, France
Description
Una satira feroce ed esilarante, un capolavoro della letteratura comica. Forte di una sua giovanile esperienza sul campo, Courteline fa muovere i suoi mezzemaniche in uno scenario così brillantemente descritto: "Catacombe amministrative che talvolta un freddo glaciale riempie e dove dormono alla rinfusa, sotto una coltre di polvere, pacchi di incartamenti stipati, sedie rotte, cartoni in brandelli, persino alari e scarpe ammuffite". E impigliati dentro il ministero, si aggirano e parlano con evidenza e assurdità d'ogni genere tipi umani che vivono "oltre quel luogo e quel tempo". La notazione è di De Mauro che nell'introduzione mette in luce un fatto su cui di rado ci si sofferma: il piccolo burocrate ministeriale, il mezzemaniche appunto, è una figura perfettamente globalizzata già prima dell'"invenzione" della globalizzazione, indipendente dalla geografia e dalla storia. Quasi una maschera universale: si pensi a Gogol e a Camilleri, a Kafka e a De Marchi e a Pirandello, per limitarsi alla sola letteratura... Questo uno dei segreti della perenne attualità dei Mezzemaniche e del piccolo miracolo del riso che infallibilmente la sua lettura scatena. L'altro è la maestria stilistica, la continua e stupefacente fantasia, l'insensata brillantezza dei dialoghi (che anticipano il teatro dell'assurdo di Ionesco) e soprattutto il senso dei tempi comici che costituisce la dote innata dell'autore.