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Piccola Biblioteca - 189: Beate e suo figlio

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Beate e suo figlio diciassettenne Hugo trascorrono le vacanze su un lago vicino a Vienna. Dopo la perdita del marito, un celebre attore, Beate trova nei tratti di Hugo un riflesso del suo amato. Nonostante le attenzioni di un corteggiatore, Beate è certa che il suo unico amore rimarrà per sempre quell'attore, eternamente giovane e capace di indossare molte maschere. Nelle sue braccia, Beate era stata l'amante di eroi e ribaldi, ma un giorno, nel tranquillo ambiente lacustre, l'insicurezza la colpisce: una donna, coetanea e attrice, sembra avvicinarsi a Hugo. Questo la fa sentire sull'orlo della follia. La donna le riflette un'immagine che non vuole riconoscere e, da quel momento, la sua vita inizia a vacillare. Si interroga se il suo amore per l'attore non fosse stato un inganno reciproco. Nella piccola comunità di villeggianti, si accorge di desiderare un compagno per Hugo, scoprendo una notte inquietante. La storia converge verso un climax in cui il gioco degli specchi e delle identità diventa insostenibile, e Beate si ritrova intrappolata con il suo unico vero amante: suo figlio. Questo racconto, che qualcuno potrebbe attribuire a Schnitzler, è una delle sue opere più riuscite del 1913.

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Piccola Biblioteca - 189: Beate e suo figlio, Magda Olivetti, Arthur Schnitzler

Langue
Année de publication
1986
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Titre
Piccola Biblioteca - 189: Beate e suo figlio
Langue
Italien
Éditeur
Adelphi
Publié
1986
Format
souple
Pages
134
ISBN10
8845906566
ISBN13
9788845906565
Séries
Mots clés
Fiction, Classiques
Évaluation
3,7 sur 5
Description
Beate e suo figlio diciassettenne Hugo trascorrono le vacanze su un lago vicino a Vienna. Dopo la perdita del marito, un celebre attore, Beate trova nei tratti di Hugo un riflesso del suo amato. Nonostante le attenzioni di un corteggiatore, Beate è certa che il suo unico amore rimarrà per sempre quell'attore, eternamente giovane e capace di indossare molte maschere. Nelle sue braccia, Beate era stata l'amante di eroi e ribaldi, ma un giorno, nel tranquillo ambiente lacustre, l'insicurezza la colpisce: una donna, coetanea e attrice, sembra avvicinarsi a Hugo. Questo la fa sentire sull'orlo della follia. La donna le riflette un'immagine che non vuole riconoscere e, da quel momento, la sua vita inizia a vacillare. Si interroga se il suo amore per l'attore non fosse stato un inganno reciproco. Nella piccola comunità di villeggianti, si accorge di desiderare un compagno per Hugo, scoprendo una notte inquietante. La storia converge verso un climax in cui il gioco degli specchi e delle identità diventa insostenibile, e Beate si ritrova intrappolata con il suo unico vero amante: suo figlio. Questo racconto, che qualcuno potrebbe attribuire a Schnitzler, è una delle sue opere più riuscite del 1913.