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Per Francis Bacon, il giardino era "il più puro dei piaceri umani", mentre Boccaccio lo vedeva come un luogo di libertà sessuale e intellettuale, ideale per discussioni filosofiche e come medicina per corpo e anima. Plinio il Giovane, che trascorse gran parte della sua vita nei giardini da lui progettati, credeva che solo in quei luoghi si potesse sperimentare "una vita felice e vera", e che coltivare piante fosse il miglior modo per coltivare se stessi. Ma cosa rappresenta realmente un giardino? Qual è il valore che gli esseri umani attribuiscono alla creazione e all'esperienza di questi spazi? Considerando l'entusiasmo per i giardini nella civiltà antica e moderna, da Oriente a Occidente, è sorprendente che tali domande siano state trascurate dal pensiero filosofico. Questo libro propone una "filosofia del giardino", riflettendo su una pratica che si distacca dalle arti figurative e dalla contemplazione della natura, attingendo a un campo nascosto delle emozioni e a una verità essenziale dello spirito. L'autore sottolinea che il giardinaggio è l'unica arte che richiede la collaborazione della natura per sopravvivere, conferendo a questa simbiosi un carattere di mistero che continua a affascinarci.
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Una filosofia dei giardini. Ediz. illustrata, David E. Cooper, Elisabetta Stefanini
- Langue
- Année de publication
- 2012
- Reliure
- (souple)
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- Titre
- Una filosofia dei giardini. Ediz. illustrata
- Langue
- Italien
- Auteurs
- David E. Cooper, Elisabetta Stefanini
- Éditeur
- Castelvecchi
- Publié
- 2012
- Format
- souple
- Pages
- 186
- ISBN10
- 8876156771
- ISBN13
- 9788876156779
- Séries
- Mots clés
- La nature, Thématique philosophique
- Évaluation
- 3,65 sur 5
- Description
- Per Francis Bacon, il giardino era "il più puro dei piaceri umani", mentre Boccaccio lo vedeva come un luogo di libertà sessuale e intellettuale, ideale per discussioni filosofiche e come medicina per corpo e anima. Plinio il Giovane, che trascorse gran parte della sua vita nei giardini da lui progettati, credeva che solo in quei luoghi si potesse sperimentare "una vita felice e vera", e che coltivare piante fosse il miglior modo per coltivare se stessi. Ma cosa rappresenta realmente un giardino? Qual è il valore che gli esseri umani attribuiscono alla creazione e all'esperienza di questi spazi? Considerando l'entusiasmo per i giardini nella civiltà antica e moderna, da Oriente a Occidente, è sorprendente che tali domande siano state trascurate dal pensiero filosofico. Questo libro propone una "filosofia del giardino", riflettendo su una pratica che si distacca dalle arti figurative e dalla contemplazione della natura, attingendo a un campo nascosto delle emozioni e a una verità essenziale dello spirito. L'autore sottolinea che il giardinaggio è l'unica arte che richiede la collaborazione della natura per sopravvivere, conferendo a questa simbiosi un carattere di mistero che continua a affascinarci.


