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Biblioteca medievale - 105: Del carnale amore - Ediz. critica

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La corona di sonetti di Guittone d'Arezzo qui pubblicata, nota finora con il titolo fuorviante di "Trattato d'amore", costituisce un puntodi riferimento importante nel dibattito poetico e culturale fra Due e Trecento sulla "natura dell'amore". L'opera, tradita dal solo codice latino e.III.23 della Real Biblioteca di San Lorenzo dell'Escorial (Madrid), riprende e reinterpreta in chiave moralistica un motivo di lunga tradizione letteraria, che dai Remedia amoris di Ovidio si prolunga idealmente fino ai trovatori, viene teorizzato nel De amore, il trattato in prosa di Andrea Cappellano, e giunge fino ai poeti della Scuola siciliana. Composto da Guittone dopo la sua conversione, avventua nel 1265, il ciclo di componimenti del codice Escorialense è concepito come un macrotesto lirico coeso attorno al tema della "rappresentazione dell'amore", sviluppato in chiave allegorica e attraverso gli strumenti logici e formali dell'argomentazione dimostrativa a fini didacsalici. La descrizione di Amore in "figura", come fosse cioè un'immagine dipinta, serve a smascherare la natura diabolica e peccaminosa della passione amorosa, personificata con le fattezze di un fanciullo alato, nudo, cieco, dotato di zampe unghiute da uccello rapace per ghermire l'innamorato e di frecce infuocate per colpirlo a morte.

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Biblioteca medievale - 105: Del carnale amore - Ediz. critica, Guittone d'Arezzo

Langue
Année de publication
2007
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Titre
Biblioteca medievale - 105: Del carnale amore - Ediz. critica
Langue
Italien
Éditeur
Carocci
Publié
2007
Format
souple
Pages
158
ISBN10
8843042335
ISBN13
9788843042333
Séries
Évaluation
3 sur 5
Description
La corona di sonetti di Guittone d'Arezzo qui pubblicata, nota finora con il titolo fuorviante di "Trattato d'amore", costituisce un puntodi riferimento importante nel dibattito poetico e culturale fra Due e Trecento sulla "natura dell'amore". L'opera, tradita dal solo codice latino e.III.23 della Real Biblioteca di San Lorenzo dell'Escorial (Madrid), riprende e reinterpreta in chiave moralistica un motivo di lunga tradizione letteraria, che dai Remedia amoris di Ovidio si prolunga idealmente fino ai trovatori, viene teorizzato nel De amore, il trattato in prosa di Andrea Cappellano, e giunge fino ai poeti della Scuola siciliana. Composto da Guittone dopo la sua conversione, avventua nel 1265, il ciclo di componimenti del codice Escorialense è concepito come un macrotesto lirico coeso attorno al tema della "rappresentazione dell'amore", sviluppato in chiave allegorica e attraverso gli strumenti logici e formali dell'argomentazione dimostrativa a fini didacsalici. La descrizione di Amore in "figura", come fosse cioè un'immagine dipinta, serve a smascherare la natura diabolica e peccaminosa della passione amorosa, personificata con le fattezze di un fanciullo alato, nudo, cieco, dotato di zampe unghiute da uccello rapace per ghermire l'innamorato e di frecce infuocate per colpirlo a morte.