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I fantasmi del cappellaio

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Una piccola città, La Rochelle, è avvolta in una gelida pioggia autunnale, mentre borghesi insospettabili si dedicano a partite di bridge. La vita della città viene interrotta da una serie di strani delitti, coinvolgendo due personaggi: un cappellaio rispettabile e un «piccolo sarto» armeno, il cui odore di aglio e miseria li unisce in una comunicazione tragica e segreta. I loro sguardi consapevoli e i punti di vista opposti creano una dipendenza reciproca e una complicità, dando vita a un'indagine vibrante di tensione drammatica. Nel corso di due anni, Simenon, quasi ossessionato, torna tre volte sulla stessa storia. Il racconto iniziale, "Il piccolo sarto e il cappellaio," pubblicato nel marzo '47, è seguito da "Benedetti gli umili," una versione modificata, e infine da "I fantasmi del cappellaio" nel dicembre '48. Il passaggio dalle novelle al romanzo segna un cambio di prospettiva: la narrazione si sposta dal sarto armeno al cappellaio, seguendo il suo lento inabissarsi nella follia. "I fantasmi del cappellaio" è stato pubblicato per la prima volta nel 1949 e include, in appendice, il racconto originale e il capitolo finale di "Benedetti gli umili," che ha vinto un premio dell'«Ellery Queen’s Mystery Magazine» in traduzione inglese.

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I fantasmi del cappellaio, Georges Simenon

Langue
Année de publication
1997
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3,9
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Langue
Italien
Éditeur
Adelphi
Publié
1997
Séries
Titre original
Les fantômes du chapelier
Évaluation
3,9 sur 5
Description
Una piccola città, La Rochelle, è avvolta in una gelida pioggia autunnale, mentre borghesi insospettabili si dedicano a partite di bridge. La vita della città viene interrotta da una serie di strani delitti, coinvolgendo due personaggi: un cappellaio rispettabile e un «piccolo sarto» armeno, il cui odore di aglio e miseria li unisce in una comunicazione tragica e segreta. I loro sguardi consapevoli e i punti di vista opposti creano una dipendenza reciproca e una complicità, dando vita a un'indagine vibrante di tensione drammatica. Nel corso di due anni, Simenon, quasi ossessionato, torna tre volte sulla stessa storia. Il racconto iniziale, "Il piccolo sarto e il cappellaio," pubblicato nel marzo '47, è seguito da "Benedetti gli umili," una versione modificata, e infine da "I fantasmi del cappellaio" nel dicembre '48. Il passaggio dalle novelle al romanzo segna un cambio di prospettiva: la narrazione si sposta dal sarto armeno al cappellaio, seguendo il suo lento inabissarsi nella follia. "I fantasmi del cappellaio" è stato pubblicato per la prima volta nel 1949 e include, in appendice, il racconto originale e il capitolo finale di "Benedetti gli umili," che ha vinto un premio dell'«Ellery Queen’s Mystery Magazine» in traduzione inglese.