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Quelli che dissero no. 8 settembre 1943

La scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani

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L'8 settembre 1943, il maresciallo Pietro Badoglio annunciò l'armistizio con gli Alleati, lasciando circa seicentomila soldati italiani nei campi di prigionia in vari paesi, dall'Egitto all'India. Di fronte a questa situazione, i soldati si trovarono a dover scegliere tra il duce e il re, dopo anni di combattimenti contro un nemico ben definito. La maggior parte di loro era giovane, con un'età media di 23-24 anni, e una significativa minoranza decise di non "tradire". Tuttavia, la scarsità di fonti ufficiali e la delicatezza politica dell'argomento hanno portato gli storici a trattare la questione in modo superficiale. Molti di questi soldati, tra cui futuri artisti e scrittori come Alberto Burri e Giuseppe Berto, preferirono il silenzio per evitare discriminazioni. La storiografia ha spesso ignorato la loro esistenza, nonostante la loro resistenza alle pressioni dei detentori, che volevano trasformarli in "cooperatori". Lontani dalla patria, affrontarono un futuro incerto, guidati da ideali politici, orgoglio o dignità militare. Questo lavoro restituisce voce e memoria a questi protagonisti, rivelando una parte significativa dell'"altra Resistenza" e delle esperienze personali che l'hanno caratterizzata.

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Quelli che dissero no. 8 settembre 1943, Arrigo Petacco

Langue
Année de publication
2011
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Titre
Quelli che dissero no. 8 settembre 1943
Sous-titre
La scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani
Langue
Italien
Publié
2011
Format
rigide
Pages
172
ISBN10
8804612932
ISBN13
9788804612933
Séries
Évaluation
4 sur 5
Description
L'8 settembre 1943, il maresciallo Pietro Badoglio annunciò l'armistizio con gli Alleati, lasciando circa seicentomila soldati italiani nei campi di prigionia in vari paesi, dall'Egitto all'India. Di fronte a questa situazione, i soldati si trovarono a dover scegliere tra il duce e il re, dopo anni di combattimenti contro un nemico ben definito. La maggior parte di loro era giovane, con un'età media di 23-24 anni, e una significativa minoranza decise di non "tradire". Tuttavia, la scarsità di fonti ufficiali e la delicatezza politica dell'argomento hanno portato gli storici a trattare la questione in modo superficiale. Molti di questi soldati, tra cui futuri artisti e scrittori come Alberto Burri e Giuseppe Berto, preferirono il silenzio per evitare discriminazioni. La storiografia ha spesso ignorato la loro esistenza, nonostante la loro resistenza alle pressioni dei detentori, che volevano trasformarli in "cooperatori". Lontani dalla patria, affrontarono un futuro incerto, guidati da ideali politici, orgoglio o dignità militare. Questo lavoro restituisce voce e memoria a questi protagonisti, rivelando una parte significativa dell'"altra Resistenza" e delle esperienze personali che l'hanno caratterizzata.