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La polvere del mondo

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Il libro di uno dei Maestri scrittori-viaggiatori del Novecento è diventato un vangelo per le nuove generazioni di scrittori-viaggiatori e viaggiatori-lettori. La scheda segnaletica di Nicolas Bouvier elencherebbe i suoi lavori: viaggiatore, fotografo e iconografo, con la scrittura come legame tra essi. Tutti questi lavori sono stati svolti per vivere a pieno, per vibrare e consumare un'esistenza. Viaggiare non ha senso se non si esce da sé per fare incontri. Il vero dovere è abbandonarsi a ciò che la strada offre, dimenticando la meta e il ritorno. Se l'obiettivo è solo arrivare, basta prendere l'aereo. Viaggiare via terra può sembrare anacronistico, ma cosa ne sarà della grande madre Asia se ci si accontenta di sorvolarla? La sfida autentica non è la distanza, ma la semplicità di spirito da raggiungere. In termini di spoliazione e atteggiamento contemplativo, Bouvier supera ogni maestro di sapienza. Si legge alla fine de La polvere del mondo: «Come un'acqua, il mondo filtra attraverso di noi, ci scorre addosso, e per un certo tempo ci presta i suoi colori. Poi si ritira, e ci rimette davanti al vuoto che ognuno porta in sé, davanti a quella specie d'insufficienza centrale dell'anima che bisogna imparare a costeggiare e combattere, paradossalmente il nostro motore più sicuro.»

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La polvere del mondo, Nicolas Bouvier, Thierry Vernet

Langue
Année de publication
2009
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(souple),
État du livre
Bon
Prix
8,49 €

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4,2
Très bien
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Titre
La polvere del mondo
Langue
Italien
Éditeur
Diabasis
Publié
2009
Format
souple
Pages
280
ISBN10
888103607X
ISBN13
9788881036073
Séries
Première publication
1963
Titre original
Usage du monde
Évaluation
4,15 sur 5
Description
Il libro di uno dei Maestri scrittori-viaggiatori del Novecento è diventato un vangelo per le nuove generazioni di scrittori-viaggiatori e viaggiatori-lettori. La scheda segnaletica di Nicolas Bouvier elencherebbe i suoi lavori: viaggiatore, fotografo e iconografo, con la scrittura come legame tra essi. Tutti questi lavori sono stati svolti per vivere a pieno, per vibrare e consumare un'esistenza. Viaggiare non ha senso se non si esce da sé per fare incontri. Il vero dovere è abbandonarsi a ciò che la strada offre, dimenticando la meta e il ritorno. Se l'obiettivo è solo arrivare, basta prendere l'aereo. Viaggiare via terra può sembrare anacronistico, ma cosa ne sarà della grande madre Asia se ci si accontenta di sorvolarla? La sfida autentica non è la distanza, ma la semplicità di spirito da raggiungere. In termini di spoliazione e atteggiamento contemplativo, Bouvier supera ogni maestro di sapienza. Si legge alla fine de La polvere del mondo: «Come un'acqua, il mondo filtra attraverso di noi, ci scorre addosso, e per un certo tempo ci presta i suoi colori. Poi si ritira, e ci rimette davanti al vuoto che ognuno porta in sé, davanti a quella specie d'insufficienza centrale dell'anima che bisogna imparare a costeggiare e combattere, paradossalmente il nostro motore più sicuro.»