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Gli antisemiti progressisti

La forma nuova di un odio antico

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Fiamma Nirenstein esplora nel suo nuovo libro l'esperienza della generazione dei diritti umani, denunciando una forma di antisemitismo "democratico" e "liberal" che si basa su un pregiudizio antisraeliano. Questo fenomeno ha contaminato in Europa movimenti pacifisti, ONG, partiti di sinistra e l'opinione pubblica liberal-progressista, oltre a influenzare la stampa, la televisione, l'Unione Europea e l'ONU. Tale visione distorta identifica Israele con l'imperialismo occidentale, mentre considera i palestinesi come vittime sacrificali di una politica di potenza, ignorando che Israele, unica democrazia del Medio Oriente, è minacciato da terrorismo e odio. L'autrice critica un giustificazionismo che attribuisce la responsabilità del terrorismo all'Occidente e a Israele, trascurando l'odio radicato nei regimi baathisti e fondamentalisti. Il libro denuncia l'ascesa dell'antisemitismo, evidenziata da attacchi e sondaggi dell'Unione Europea, e il pacifismo unilaterale che ignora il contesto storico degli attentati. Sottolinea l'importanza del legame tra la lotta contro il terrorismo e quella contro l'antisemitismo, affermando che, sebbene non tutti gli attacchi terroristici siano antisemiti, tutti i terroristi nutrono odio verso gli ebrei. Infine, offre una difesa documentata di Israele e della sua democrazia, evidenziando la resilienza del popolo israeliano di fronte alle minacce quotidiane.

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Gli antisemiti progressisti, Fiamma Nirenstein

Langue
Année de publication
2004
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3,5
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Titre
Gli antisemiti progressisti
Sous-titre
La forma nuova di un odio antico
Langue
Italien
Éditeur
Rizzoli
Publié
2004
Format
rigide
Pages
396
ISBN10
8817001988
ISBN13
9788817001984
Séries
Évaluation
3,5 sur 5
Description
Fiamma Nirenstein esplora nel suo nuovo libro l'esperienza della generazione dei diritti umani, denunciando una forma di antisemitismo "democratico" e "liberal" che si basa su un pregiudizio antisraeliano. Questo fenomeno ha contaminato in Europa movimenti pacifisti, ONG, partiti di sinistra e l'opinione pubblica liberal-progressista, oltre a influenzare la stampa, la televisione, l'Unione Europea e l'ONU. Tale visione distorta identifica Israele con l'imperialismo occidentale, mentre considera i palestinesi come vittime sacrificali di una politica di potenza, ignorando che Israele, unica democrazia del Medio Oriente, è minacciato da terrorismo e odio. L'autrice critica un giustificazionismo che attribuisce la responsabilità del terrorismo all'Occidente e a Israele, trascurando l'odio radicato nei regimi baathisti e fondamentalisti. Il libro denuncia l'ascesa dell'antisemitismo, evidenziata da attacchi e sondaggi dell'Unione Europea, e il pacifismo unilaterale che ignora il contesto storico degli attentati. Sottolinea l'importanza del legame tra la lotta contro il terrorismo e quella contro l'antisemitismo, affermando che, sebbene non tutti gli attacchi terroristici siano antisemiti, tutti i terroristi nutrono odio verso gli ebrei. Infine, offre una difesa documentata di Israele e della sua democrazia, evidenziando la resilienza del popolo israeliano di fronte alle minacce quotidiane.