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Proposte di legge contro le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali contro comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere e partite sospese per cori razzisti sono solo alcuni esempi di come i temi di politicamente corretto e cancel culture permeano la vita pubblica e privata. Questi argomenti dominano i social media, generando commenti e polemiche che creano una frattura inedita: la contrapposizione tra chi nega la cancel culture e chi lamenta di non poter più esprimere liberamente le proprie opinioni non segue necessariamente il tradizionale dualismo tra sinistra e destra. Discussioni infuocate su licenziamenti di attori o ritiri di libri coinvolgono anche persone che condividono posizioni simili su altri temi. Mentre i media alimentano il dibattito con notizie sensazionalistiche, la polarizzazione si manifesta in litigi sui social, con interventi che raramente favoriscono un dialogo costruttivo. Questo libro riunisce quattordici persone con opinioni diverse, pronte a confrontarsi. Ciascuna offre una prospettiva unica, proveniente da ambiti come linguistica, televisione, filosofia e sociologia. Attraverso il confronto, si cerca di rispondere alla domanda "Non si può più dire niente?", aprendo a una maggiore complessità del nostro presente.

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Non si può più dire niente? 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture, Matteo Bordone, Elisa Cuter, Federica D'Alessio, Giulio D'Antona, Federico Faloppa, Vera Gheno, Liv Ferracchiati, Jennifer Guerra, Christian Raimo, Daniele Rielli, Cinzia Sciuto, Raffaele Alberto Ventura, Neelam Srivastava, Laura Tonini

Langue
Année de publication
2022
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3,5
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Titre
Non si può più dire niente? 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture
Langue
Italien
Éditeur
UTET
Publié
2022
Format
souple
Pages
256
ISBN10
8851198888
ISBN13
9788851198886
Séries
Évaluation
3,5 sur 5
Description
Proposte di legge contro le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali contro comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere e partite sospese per cori razzisti sono solo alcuni esempi di come i temi di politicamente corretto e cancel culture permeano la vita pubblica e privata. Questi argomenti dominano i social media, generando commenti e polemiche che creano una frattura inedita: la contrapposizione tra chi nega la cancel culture e chi lamenta di non poter più esprimere liberamente le proprie opinioni non segue necessariamente il tradizionale dualismo tra sinistra e destra. Discussioni infuocate su licenziamenti di attori o ritiri di libri coinvolgono anche persone che condividono posizioni simili su altri temi. Mentre i media alimentano il dibattito con notizie sensazionalistiche, la polarizzazione si manifesta in litigi sui social, con interventi che raramente favoriscono un dialogo costruttivo. Questo libro riunisce quattordici persone con opinioni diverse, pronte a confrontarsi. Ciascuna offre una prospettiva unica, proveniente da ambiti come linguistica, televisione, filosofia e sociologia. Attraverso il confronto, si cerca di rispondere alla domanda "Non si può più dire niente?", aprendo a una maggiore complessità del nostro presente.