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La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca

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L'Austria, pur rinnegata, rimane per Thomas Bernhard "Heimat", patria culturale. L'ultimo libro di Aldo Gargani si articola in due parti: la prima analizza la scrittura di Bernhard, la seconda esplora i linguaggi della cultura austriaca, intrecciando estetica ed etica, poesia e filosofia. In Bernhard, il continuo mutare del senso in nonsenso e della verità in menzogna rende la scrittura imprescindibile, una "Gedankenpoesie" che, se rigorosa, diventa l'unica salvezza. Altri come Wittgenstein, Musil, i pionieri della musica atonale e Ingeborg Bachmann affrontano l'istanza etica, rompendo la coazione a ripetere e scegliendo tra infinite possibilità. Tutti cercano un "Mittelpunkt", un luogo in cui l'uomo possa resistere alla pressione della realtà attraverso il linguaggio. Tuttavia, Bernhard, con la sua decostruzione che rovescia ogni concetto, raggiunge esiti paradossali: i suoi personaggi rimangono intrappolati nello spazio che avrebbero dovuto abitare. Il pensiero, in un movimento autodistruttivo, si arresta un attimo prima della follia e del suicidio, portando i personaggi alla sconfitta. Lo scrittore, al contrario, si salva, bandendo ogni descrizione e tessendo citazioni e frasi, distaccandosi dall'io narrante per affrontare la disperazione senza perdersi. Ma può davvero rimanere illeso?

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La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca, Aldo Giorgio Gargani

Langue
Année de publication
1990
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Titre
La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca
Langue
Italien
Éditeur
Laterza
Publié
1990
Format
souple
Pages
88
ISBN10
8842035742
ISBN13
9788842035749
Séries
Évaluation
4,2 sur 5
Description
L'Austria, pur rinnegata, rimane per Thomas Bernhard "Heimat", patria culturale. L'ultimo libro di Aldo Gargani si articola in due parti: la prima analizza la scrittura di Bernhard, la seconda esplora i linguaggi della cultura austriaca, intrecciando estetica ed etica, poesia e filosofia. In Bernhard, il continuo mutare del senso in nonsenso e della verità in menzogna rende la scrittura imprescindibile, una "Gedankenpoesie" che, se rigorosa, diventa l'unica salvezza. Altri come Wittgenstein, Musil, i pionieri della musica atonale e Ingeborg Bachmann affrontano l'istanza etica, rompendo la coazione a ripetere e scegliendo tra infinite possibilità. Tutti cercano un "Mittelpunkt", un luogo in cui l'uomo possa resistere alla pressione della realtà attraverso il linguaggio. Tuttavia, Bernhard, con la sua decostruzione che rovescia ogni concetto, raggiunge esiti paradossali: i suoi personaggi rimangono intrappolati nello spazio che avrebbero dovuto abitare. Il pensiero, in un movimento autodistruttivo, si arresta un attimo prima della follia e del suicidio, portando i personaggi alla sconfitta. Lo scrittore, al contrario, si salva, bandendo ogni descrizione e tessendo citazioni e frasi, distaccandosi dall'io narrante per affrontare la disperazione senza perdersi. Ma può davvero rimanere illeso?