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Un inferno verde fatto di fango, afa, insetti e malattia sul quale regnano il cinismo e la brutalità dei guerriglieri. Gabbie e catene, marce forzate e un’incontenibile voglia di libertà. L’ansia per la famiglia lontana e il conforto della preghiera. Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc nel 2002, racconta la vita ai confini della civiltà, e spesso oltre quelli dell’orrore. Dove una piccola radio, un cucchiaio di zucchero, una scimmietta da addomesticare possono salvare dalla follia. Ma dove le persone non sono mai quello che sembrano: le compagne di prigionia, i soldati, gli amici, gli aguzzini nascondono ciascuno segreti e traumi, e alcuni saranno protagonisti poi di aspre polemiche seguite alla liberazione. Un documento prezioso e spietato sulle ambiguità dell’animo umano di fronte all’estremo, una lettura appassionante e un’occasione per meditare.
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Non c'è silenzio che non abbia fine, Ingrid Betancourt
- Langue
- Année de publication
- 2010
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- Titre
- Non c'è silenzio che non abbia fine
- Sous-titre
- I miei sei anni di prigionia nella giungla colombiana
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Ingrid Betancourt
- Éditeur
- Rizzoli
- Publié
- 2010
- Format
- rigide
- Pages
- 720
- ISBN10
- 8817044520
- ISBN13
- 9788817044523
- Séries
- Mots clés
- Nonfiction, Sciences sociales, Thème historique, Histoire, Histoires vraies, Biographies, Sciences politiques & Politique, Politique, Autobiographies et mémoires, Enlèvements, Captivité, Colombie
- Titre original
- Même le silence a une fin
- Évaluation
- 4,2 sur 5
- Description
- Un inferno verde fatto di fango, afa, insetti e malattia sul quale regnano il cinismo e la brutalità dei guerriglieri. Gabbie e catene, marce forzate e un’incontenibile voglia di libertà. L’ansia per la famiglia lontana e il conforto della preghiera. Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc nel 2002, racconta la vita ai confini della civiltà, e spesso oltre quelli dell’orrore. Dove una piccola radio, un cucchiaio di zucchero, una scimmietta da addomesticare possono salvare dalla follia. Ma dove le persone non sono mai quello che sembrano: le compagne di prigionia, i soldati, gli amici, gli aguzzini nascondono ciascuno segreti e traumi, e alcuni saranno protagonisti poi di aspre polemiche seguite alla liberazione. Un documento prezioso e spietato sulle ambiguità dell’animo umano di fronte all’estremo, una lettura appassionante e un’occasione per meditare.


