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«Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.» Queste parole di Arundhati Roy riassumono lo spirito e la sensibilità che attraversano le sue pagine, dedicate agli eventi che hanno sconvolto il mondo, come l’attacco dell’11 settembre e la risposta americana che ha colpito l’Afghanistan. La sua voce, forte e polemica, esprime rabbia e compassione per le vittime, indipendentemente da bandiera o religione, e condanna i rischi della globalizzazione, della privatizzazione delle risorse e del divario tra Oriente e Occidente. Roy avverte che la guerra nucleare avrà come unico nemico la terra stessa, i cui elementi si volgeranno contro di noi. Infine, ci esorta a riprendere in mano il nostro futuro, a non delegarlo agli esperti, ricordandoci che «tutti siamo coinvolti perché esseri umani».
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Guerra è pace, Arundhatí Roy
- Langue
- Année de publication
- 2002
- Reliure
- (souple)
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- Titre
- Guerra è pace
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Arundhatí Roy
- Éditeur
- Guanda
- Publié
- 2002
- Format
- souple
- Pages
- 198
- ISBN10
- 8882464474
- ISBN13
- 9788882464479
- Séries
- Mots clés
- Nonfiction, Sciences sociales, Thème historique, Histoire, Histoires vraies, Sciences politiques & Politique, Politique, Presse d'opinion & Essais, Asie, Inde, Littérature indienne
- Évaluation
- 4,05 sur 5
- Description
- «Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.» Queste parole di Arundhati Roy riassumono lo spirito e la sensibilità che attraversano le sue pagine, dedicate agli eventi che hanno sconvolto il mondo, come l’attacco dell’11 settembre e la risposta americana che ha colpito l’Afghanistan. La sua voce, forte e polemica, esprime rabbia e compassione per le vittime, indipendentemente da bandiera o religione, e condanna i rischi della globalizzazione, della privatizzazione delle risorse e del divario tra Oriente e Occidente. Roy avverte che la guerra nucleare avrà come unico nemico la terra stessa, i cui elementi si volgeranno contro di noi. Infine, ci esorta a riprendere in mano il nostro futuro, a non delegarlo agli esperti, ricordandoci che «tutti siamo coinvolti perché esseri umani».

