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Malacrianza rappresenta tutto ciò che il mondo adulto respinge, condanna o sfrutta dell'infanzia, evocando una memoria tradita e una favola nera che riscrive la realtà. Si tratta di bambini che si mettono le dita nel naso, di bambine che rubano o si prostituiscono, di ragazzini violenti in Sud America che si difendono da un potere oppressivo, e di quelli che si arrangiano in paesi dell'Est o nel mondo arabo. Le storie si intrecciano in un viaggio che esplora le esperienze di bambini che vivono nelle fogne, per strada, nelle favelas, e nel contesto del commercio e della prostituzione infantile. Questo racconto circolare affronta temi di sopraffazione e solidarietà, senza falsi pudori o ipocrisie, penetrando negli angoli più nascosti dell'offesa verso i più vulnerabili. Le narrazioni formano un affresco dell'infanzia tradita, in cui si alternano umanità e ironia, mantenendo la freschezza di uno sguardo innocente. L'autore, attraverso un audace gioco linguistico, passa dalla terza alla prima persona, dando voce a bambini costretti a difendere il proprio futuro e creando personaggi che interrogano la nostra convivenza sociale.
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Malacrianza, Giovanni Greco
- Langue
- Année de publication
- 2012
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- (souple)
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- Titre
- Malacrianza
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Giovanni Greco
- Éditeur
- Nutrimenti
- Publié
- 2012
- Format
- souple
- Pages
- 267
- ISBN10
- 8865941103
- ISBN13
- 9788865941102
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Violence, Enfance, Pauvreté, Droits de l'homme
- Évaluation
- 4,2 sur 5
- Description
- Malacrianza rappresenta tutto ciò che il mondo adulto respinge, condanna o sfrutta dell'infanzia, evocando una memoria tradita e una favola nera che riscrive la realtà. Si tratta di bambini che si mettono le dita nel naso, di bambine che rubano o si prostituiscono, di ragazzini violenti in Sud America che si difendono da un potere oppressivo, e di quelli che si arrangiano in paesi dell'Est o nel mondo arabo. Le storie si intrecciano in un viaggio che esplora le esperienze di bambini che vivono nelle fogne, per strada, nelle favelas, e nel contesto del commercio e della prostituzione infantile. Questo racconto circolare affronta temi di sopraffazione e solidarietà, senza falsi pudori o ipocrisie, penetrando negli angoli più nascosti dell'offesa verso i più vulnerabili. Le narrazioni formano un affresco dell'infanzia tradita, in cui si alternano umanità e ironia, mantenendo la freschezza di uno sguardo innocente. L'autore, attraverso un audace gioco linguistico, passa dalla terza alla prima persona, dando voce a bambini costretti a difendere il proprio futuro e creando personaggi che interrogano la nostra convivenza sociale.


