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Gli uomini del disonore

La mafia siciliana nella vita del grande pentito Antonino Calderone

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"Gli uomini del disonore" è nato dall'incontro tra due uomini divisi da tutto: nascita, valori, formazione. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti del fenomeno mafia, dall'altro Antonino Calderone, mafioso di spicco e quindi "pentito", che ha deciso di parlare della sua vita. Ne è uscito uno spaccato unico della mafia siciliana, raccontato da un uomo che per decenni è stato vicino ai vertici dell'organizzazione. Il fratello di Antonino Calderone, Giuseppe, presiedeva la cosiddetta "commissione regionale" di Cosa Nostra, l'organismo che governa gli "affari civili e penali" della mafia. È per questo che Antonino Calderone conosce, come pochi altri, non solo la storia e la struttura gerarchica dell'organizzazione ma anche la vera condizione umana del mafioso. Una vita maledetta, che Calderone ci rivela con parole aspre e tese, attenendosi ai fatti, suggellandole con un drammatico appello ai mafiosi: "Prendete la Vostra famiglia e scomparite... fermatevi a pensare, cercate di salvarvi... siete gli uomini del disonore".

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Gli uomini del disonore, Pino Arlacchi

Langue
Année de publication
1992
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4,3
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Sous-titre
La mafia siciliana nella vita del grande pentito Antonino Calderone
Langue
Italien
Éditeur
Mondadori
Publié
1992
Format
rigide
Pages
327
ISBN10
8804353260
ISBN13
9788804353263
Séries
Mots clés
Nonfiction
Titre original
Gli uomi del disonore
Évaluation
4,3 sur 5
Description
"Gli uomini del disonore" è nato dall'incontro tra due uomini divisi da tutto: nascita, valori, formazione. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti del fenomeno mafia, dall'altro Antonino Calderone, mafioso di spicco e quindi "pentito", che ha deciso di parlare della sua vita. Ne è uscito uno spaccato unico della mafia siciliana, raccontato da un uomo che per decenni è stato vicino ai vertici dell'organizzazione. Il fratello di Antonino Calderone, Giuseppe, presiedeva la cosiddetta "commissione regionale" di Cosa Nostra, l'organismo che governa gli "affari civili e penali" della mafia. È per questo che Antonino Calderone conosce, come pochi altri, non solo la storia e la struttura gerarchica dell'organizzazione ma anche la vera condizione umana del mafioso. Una vita maledetta, che Calderone ci rivela con parole aspre e tese, attenendosi ai fatti, suggellandole con un drammatico appello ai mafiosi: "Prendete la Vostra famiglia e scomparite... fermatevi a pensare, cercate di salvarvi... siete gli uomini del disonore".