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Il mio paese inventato

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"Da quando attraversai le Ande ho cominciato inconsapevolmente a inventarmi un paese". Come i personaggi di alcuni suoi romanzi memorabili, Isabel Allende, segnata da un doloroso senso dell'esilio, torna con il ricordo alle sue radici, a un paese ormai "inventato" e sfocato per la lunga distanza, i traumi del golpe, la diaspora della famiglia, la sua odissea intessuta di passioni, drammi, successi. Oggi, dopo tanta vita e tanti abbandoni, tanti libri scritti e tanta nostalgia, al Cile di Isabel, immaginato e sognato, custodito come paesaggio interiore e abitato dagli spiriti dei defunti, si sovrappone un luogo finalmente reale: l'orgoglio felice delle radici, il piacere di riscoprire una parte silenziosa di se stessa dentro la familiarità delle parole, la curiosità delle conversazioni, la sorpresa dei comportamenti, l'incanto dei paesaggi luminosi, il calore e l'eccentrica vitalità dei suoi compatrioti. Così un luogo della mente diventa la tangibile terra delle origini e, se tutto questo non basta a cancellare il dolore dell'esilio, serve a dare un senso e un valore alla nostalgia.

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Il mio paese inventato, Isabel Allende

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2004
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Langue
Italien
Éditeur
Feltrinelli
Publié
2004
Format
souple
Pages
192
ISBN10
880781806X
ISBN13
9788807818066
Séries
Évaluation
3,9 sur 5
Description
"Da quando attraversai le Ande ho cominciato inconsapevolmente a inventarmi un paese". Come i personaggi di alcuni suoi romanzi memorabili, Isabel Allende, segnata da un doloroso senso dell'esilio, torna con il ricordo alle sue radici, a un paese ormai "inventato" e sfocato per la lunga distanza, i traumi del golpe, la diaspora della famiglia, la sua odissea intessuta di passioni, drammi, successi. Oggi, dopo tanta vita e tanti abbandoni, tanti libri scritti e tanta nostalgia, al Cile di Isabel, immaginato e sognato, custodito come paesaggio interiore e abitato dagli spiriti dei defunti, si sovrappone un luogo finalmente reale: l'orgoglio felice delle radici, il piacere di riscoprire una parte silenziosa di se stessa dentro la familiarità delle parole, la curiosità delle conversazioni, la sorpresa dei comportamenti, l'incanto dei paesaggi luminosi, il calore e l'eccentrica vitalità dei suoi compatrioti. Così un luogo della mente diventa la tangibile terra delle origini e, se tutto questo non basta a cancellare il dolore dell'esilio, serve a dare un senso e un valore alla nostalgia.