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Ritratti: La vita di Čechov

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Cresciuto in una famiglia di umili origini, sovrastato da un padre autoritario, l’infanzia di Anton Cechov ha segnato profondamente tutta la sua esistenza e la sua intera opera. Un’infanzia “senza infanzia”, come disse lui stesso, vissuta con la consapevolezza di una condizione miserabile e nel terrore della violenza. In una lettera a un amico scrisse: “Mio padre cominciò a educarmi, o più semplicemente a picchiarmi, quando non avevo ancora cinque anni. Ogni mattina, al risveglio, il mio primo pensiero era: oggi sarò picchiato?”. Eppure, le sue opere rivelano una nostalgia dell’innocenza, un desiderio di ritrarre l’umanità sofferente, la capacità di tenere uniti il sublime e il mistero. Irène Némirovsky è sempre stata affascinata dalla figura di Cechov, che era morto un anno prima della sua nascita. L’autore di Zio Vanja era un suo riferimento costante. Nelle sue riflessioni, nelle sue ricerche di significato, è all’opera del grande scrittore russo che la Némirovsky chiedeva le risposte. La vita di Čechov è anche un saggio sulla letteratura russa, una riflessione di immenso valore sui fili che legano Čechov, Tolstoj e Gorkij, e un sigillo che l’autrice francese ha voluto mettere sull’incontro tra due anime stranamente vicine.

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Ritratti: La vita di Čechov, Monica Capuani, Irène Némirovsky

Langue
Année de publication
2012
Reliure
(souple),
État du livre
Bon
Prix
43,99 €

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3,8
Très bien
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Langue
Italien
Éditeur
Castelvecchi
Publié
2012
Format
souple
Pages
192
ISBN10
8876157697
ISBN13
9788876157691
Séries
Titre original
Jézabel
Évaluation
3,75 sur 5
Description
Cresciuto in una famiglia di umili origini, sovrastato da un padre autoritario, l’infanzia di Anton Cechov ha segnato profondamente tutta la sua esistenza e la sua intera opera. Un’infanzia “senza infanzia”, come disse lui stesso, vissuta con la consapevolezza di una condizione miserabile e nel terrore della violenza. In una lettera a un amico scrisse: “Mio padre cominciò a educarmi, o più semplicemente a picchiarmi, quando non avevo ancora cinque anni. Ogni mattina, al risveglio, il mio primo pensiero era: oggi sarò picchiato?”. Eppure, le sue opere rivelano una nostalgia dell’innocenza, un desiderio di ritrarre l’umanità sofferente, la capacità di tenere uniti il sublime e il mistero. Irène Némirovsky è sempre stata affascinata dalla figura di Cechov, che era morto un anno prima della sua nascita. L’autore di Zio Vanja era un suo riferimento costante. Nelle sue riflessioni, nelle sue ricerche di significato, è all’opera del grande scrittore russo che la Némirovsky chiedeva le risposte. La vita di Čechov è anche un saggio sulla letteratura russa, una riflessione di immenso valore sui fili che legano Čechov, Tolstoj e Gorkij, e un sigillo che l’autrice francese ha voluto mettere sull’incontro tra due anime stranamente vicine.