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Giuseppe Lo Bianco

    L'agenda rossa di Paolo Borsellino
    Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un'unica pista all'origine delle stragi di Stato
    • Ecco il mistero italiano: il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano le informazioni necessarie per rivelare la verità sul lato oscuro del potere in Italia negli anni Settanta. De Mauro stava lavorando alla sceneggiatura di un film sulla morte di Enrico Mattei, presidente dell'ENI, mentre Pasolini scriveva il romanzo Petrolio, una critica alla destra economica e alla strategia della tensione. Entrambi furono assassinati, avrebbero denunciato verità scomode, come l'idea che l'uccisione di Mattei segnasse l'inizio di un'altra storia d'Italia, caratterizzata da un intreccio perverso che perdura. Sullo sfondo emerge Eugenio Cefis, ex partigiano e figura chiave ritenuta dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il "sistema Cefis" rivela la continuità di una classe dirigente antidemocratica, come evidenziato da Pasolini in Petrolio, spesso frainteso come mera letteratura. Attraverso le carte dell'inchiesta del pm Vincenzo Calia, il processo De Mauro a Palermo, nuove testimonianze e un'accurata ricerca documentale, gli autori ricompongono un puzzle che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica. Rimane un interrogativo: dov'è finito l'Appunto 21 di Petrolio, misteriosamente scomparso?

      Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un'unica pista all'origine delle stragi di Stato2009
      3,8
    • L'agenda rossa di Paolo Borsellino

      [gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti]

      • 238pages
      • 9 heures de lecture

      Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all'esplosione di via d'Amelio, quando qualcunod ecide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l'aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'inferno di via d'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: "Ho capito tutto... mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia... Forse saranno mafiosi quelli che materialmente, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"?

      L'agenda rossa di Paolo Borsellino2007