Quasi niente
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“Gli bastava quello che aveva, pochissimo per non dire niente, e non voleva affannarsi, o coltivare aspirazioni. Al è dut nue fantats, al è dut nue. È tutto niente ragazzi, è tutto niente.” Questa frase, pronunciata quasi sottovoce, racchiude il sapore antico delle storie narrate attorno al focolare, che offrono saggezze semplici e necessarie, sempre più rare oggi. In un’epoca frenetica, dominata da miti di successo e arricchimento, Corona e Maieron propongono una prospettiva diversa, parlando di sconfitta, fragilità, pace interiore e lealtà. Rievocano personaggi leggendari come Anna, Silvio, e molti altri, che, pur non trovando spazio nei libri di storia, hanno lasciato messaggi illuminanti per le nostre vite. Questi “filosofastri” custodiscono la memoria di chi vive nelle piccole valli, dove il contatto umano è autentico. Il libro nasce dall’incontro di due amici, che, attraverso una conversazione appassionante, intrecciano storie, aneddoti e riflessioni, offrendo un gioiello di filosofia pratica. Questa filosofia, che preferisce il sussurro al grido, valorizza l’etica del fare rispetto all’estetica dell’apparire. Rievocando un passato senza nostalgie, il libro ci ricorda un mondo duro ma ricco di insegnamenti, dove i valori erano vissuti concretamente per migliorare la vita.
