Adamsberg est à nouveau confronté à des résurgences de son passé : l'enquête qu'il mène l'oblige à retravailler avec un médecin légiste à laquelle il s'était opposé vingt-cinq ans plus tôt ..
Margherita Botto Livres






Le commissaire Adamsberg pensait que ses trois jours à Londres se résumeraient à ce colloque de flics auquel on l'avait convié. Il n'imaginait certainement pas trouver une vingtaine de chaussures et de pieds coupés, soigneusement alignés, en face des portes du cimetière de Highgate ! Tandis que l'enquête anglaise débute, les Français rentrent au pays et se retrouvent confrontés à un terrible massacre dans un pavillon de banlieue. Un premier coupable un peu trop idéal, un lien possible entre les deux affaires... Jusqu'où cette enquête entraînera-t-elle Adamsberg ?
L'extraordinaire voyage du fakir qui était resté coincé dans une armoire Ikea
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Une aventure rocambolesque et hilarante aux quatre coins de l'Europe et dans la Libye postkadhafiste. Une histoire d'amour plus pétillante que le Coca-Cola, mais aussi le reflet d'une terrible réalité : le combat que mènent chaque jour les clandestins, ultimes aventuriers de notre siècle.
Stile libero big: Il morso della reclusa
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Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell'Anticrimine al tredicesimo arrondissement parigino. Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d'accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.
Stile Libero Big: Tempi glaciali
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Si è mobilitata tutta l'Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi sul caso dei due apparenti suicidi. Il coltissimo capitano Danglard, grande estimatore di vino bianco, l'energica Violette Retancourt, lo specialista in pesci d'acqua dolce Voisenet. Ma soprattutto lo svagato, irresistibile, «spalatore di nuvole», il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Tutto inizia col ritrovamento di due corpi e la scoperta di uno strano simbolo scarabocchiato accanto a ciascuno di essi. Ma come sempre accade nelle storie di Fred Vargas, questo non è che l'avvio di una avventura che finirà per snodarsi in mezza Europa tra una balzana setta di adepti della Rivoluzione francese e una gita in Islanda finita in tragedia. «Conosceva Adamsberg da abbastanza tempo per sapere che, nel suo caso, la parola "riflettere" non aveva alcun significato. Adamsberg non rifletteva, non si sedeva da solo a un tavolo, impugnando una matita, non si concentrava davanti a una finestra, non ricapitolava i fatti su un tabellone, con frecce e cifre, non appoggiava il mento su una mano. Vagolava, camminava senza far rumore, ciondolava da un ufficio all'altro, commentava, andava avanti e indietro a passi lenti, ma nessuno l'aveva mai visto riflettere. Sembrava un pesce alla deriva. No, un pesce non va alla deriva, un pesce persegue il suo obiettivo. Adamsberg faceva pensare piuttosto a una spugna, sballottata dalle correnti. Ma quali correnti?»
ET: Le benevole
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Nell'Europa devastata dal nazismo, l'epopea di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue, rivela gli orrori della guerra dal punto di vista dei carnefici. Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Aue gestisce sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia, mostrando precisione ed efficienza. Questi tratti lo avevano contraddistinto anche durante la sua carriera nelle SS tra il 1937 e il 1945. Nonostante fosse un nazionalsocialista convinto, la sua entrata nel corpo era avvenuta per caso, dopo un incontro omosessuale che lo aveva portato a scegliere di arruolarsi per evitare la denuncia. Nel 1941, Aue è sul fronte orientale, contribuendo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Dopo essere stato trasferito nel Caucaso e a Stalingrado, sopravvive a una grave ferita. Tornato in Germania, lavora con la gerarchia nazionalsocialista mentre la guerra volge al termine e la Wehrmacht arretra. Alla fine del nazismo, il suo bilinguismo gli consente di assumere l'identità di un francese deportato e di fuggire. In balia della Storia e perseguitato da fantasmi che cercano vendetta, Aue rappresenta la parte più oscura di noi.
