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Paola Zallio Messori

    Les gens d'en face
    Biblioteca Adelphi - 192: Il testamento Donadieu
    gli Adelphi - 27: L'uomo che guardava passare i treni
    • Rovinato! Kees Popinga è completamente rovinato, e a comunicarglielo è il suo stesso principale, poco prima di scomparire. Quale migliore occasione per darsi alla fuga e buttarsi alle spalle quarant'anni di noia e mediocrità. Un treno in partenza dalla stazione lo porterà a smettere i panni di cittadino esemplare e a cambiare vita, fino a trovarsi faccia a faccia con il suo destino. Versione integrale - Durata: 7h 18'

      gli Adelphi - 27: L'uomo che guardava passare i treni
      4,0
    • I Donadieu sono un potente clan di La Rochelle, isolati nella loro magione e nei loro uffici. Quando partecipano alla messa domenicale, formano una processione che sembra mancare di un elemento fondamentale: Dio. I loro movimenti, rigidamente orchestrati, sembrano scandire il tempo della città con la precisione di un orologio. Tuttavia, la scomparsa del capotribù, Oscar l’Armatore, segna l'inizio di una cronaca di disgregazione. La crisi si diffonde da La Rochelle a Parigi, passando dal torpido ritmo della provincia alla frenesia avvelenata della metropoli. L’ordine Donadieu, che sembrava inespugnabile, crolla, coinvolgendo non solo il clan, ma anche Philippe, l'arrivista che ha contribuito alla loro rovina. Pubblicato nel 1937, il romanzo riflette il successo crescente di Simenon, un periodo in cui scoprire il suo lavoro era considerato un piacere. Con questo libro, Simenon si cimenta in un romanzo di ampio respiro, mantenendo la sua prosa snella e priva di orpelli letterari. Rimane una delle sue opere più complesse e avvincenti, testimoniando la maestria dello scrittore.

      Biblioteca Adelphi - 192: Il testamento Donadieu
      3,9
    • Les gens d'en face

      • 189pages
      • 7 heures de lecture

      " - Comment! vous avez du pain blanc ! Les deux Persans entraient dans le salon, le consul et sa femme, et c'était celle-ci qui s'extasiait devant la table couverte de sandwiches joliment arrangés. Or, il n'y avait pas une minute qu'on disait à Adil bey : - II n'existe que trois consulats à Batum : le vôtre, celui de Perse et le nôtre. Mais les Persans sont infréquentables. C'était Mme Pendelli qui parlait ainsi, la femme du consul d'Italie, et celui-ci, affalé dans un fauteuil, fumait une mince cigarette à bout rose. Les deux femmes se rejoignirent en souriant au milieu du salon au moment précis où des sons, qui n'avaient été jusque-là qu'une rumeur vague dans la ville ensoleillée, s'amplifiaient et soudain, au coin de la rue, éclataient en fanfare. Alors tout le monde gagna la véranda pour regarder le cortège.

      Les gens d'en face
      3,7