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Fabrizio Crivello

    Das Godescalc-Evangelistar
    Milano allo specchio
    Das Krönungsevangeliar des Heiligen Römischen Reiches
    • Milano allo specchio

      Da Costantino al Barbarossa, l'autopercezione di una capitale

      • 176pages
      • 7 heures de lecture

      L’autoreferenzialità quale prisma attraverso cui leggere la Milano tardoantica e medievale è il filo rosso sotteso ai sette saggi che compongono questo libro. Capitale dell’impero segnata dall’episcopato di Ambrogio, metropoli ecclesiastica di prim’ordine e potente Comune, la Milano medievale ha uno sviluppo eccezionale sulla lunga durata. Solo sporadicamente, però, tale stratificazione – storica, culturale e materiale – è stata indagata in una prospettiva di autoreferenzialità, centrale invece per la mentalità medievale e soprattutto per una città come Milano, dove la tradizione diviene garante del ruolo chiave che il capoluogo lombardo intende assumere nel corso del Medioevo.Il patrimonio immateriale e materiale della città – significativamente rappresentato dalla basilica di Sant’Ambrogio, fulcro della cultura e della coscienza milanese – è indagato da un punto di vista pluridisciplinare. L’analisi di storici, archeologi, storici dell’arte e filologi permette d’individuare i punti nodali di questo meccanismo, fornendo una visione a tutto tondo per molti aspetti innovativa, al fine di meglio comprendere in che modo Milano si relazioni al proprio passato e come questo passato costituisca una continuità attraverso la quale plasmare un’immagine di sé, diventando un aggregatore identitario fondamentale.

      Milano allo specchio
    • Das Godescalc-Evangelistar

      Eine Prachthandschrift für Karl den Großen

      • 144pages
      • 6 heures de lecture

      Das Godescalc-Evangelistar läutet den Beginn einer neuen Ära ein. Die reich ausgestattete Handschrift ist gleichsam ein künstlerisches Manifest der karolingischen Renaissance. Sie zeugt nachdrücklich vom kulturellen Erneuerungswillen unter Karl dem Großen und steht zudem für einen neuen Typus von Prachthandschriften, der für den Rest des Mittelalters bestimmend bleiben sollte. Die Purpurhandschrift, benannt nach dem Schreiber Godescalc, entstand in Nordfrankreich (781–783). Sie wurde vom König selbst in Auftrag gegeben und beinhaltet Auszüge aus den Evangelien, die für die Lesung im Gottesdienst dem Kirchenjahr entsprechend angeordnet sind. Der Buchschmuck zeigt neben ganzseitigen Miniaturen meisterhafte Initialen und aufwändige Ornamentik. Dieser großformatige Band macht das berühmte Evangelienbuch erstmals einer breiteren Öffentlichkeit zugänglich. Namhafte Spezialisten erläutern die Entstehungsgeschichte und beschreiben sorgfältig Schrift und Schmuck. Besonderes Augenmerk gilt dem einmaligen Widmungsgedicht. Zahlreiche Abbildungen aus internationalen Bibliotheken ergänzen den Band.

      Das Godescalc-Evangelistar