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Gabriele Del Grande

    19 mai 1982
    Mamadou va a morire
    Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori
    Mamadous Fahrt in den Tod
    • Mamadous Fahrt in den Tod

      Die Tragödie der irregulären Migranten im Mittelmeer

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      „Tausende und Abertausende von Toten, eine unbestimmte Anzahl von Vermissten, über die man nie mehr etwas erfahren wird.“ So beschreibt Fulvio Vassallo Paleologo die „Nebenwirkungen“ eines von Europa gegen Migranten erklärten Krieges, der darauf abzielt, irreguläre Migration zu stoppen und Einreisemöglichkeiten für Asylsuchende zu beenden. Die namenlosen Opfer dieser Abschottungspolitik sind oft nur eine Randnotiz in den Medien. Der italienische Journalist Gabriele del Grande folgt der Spur dieser „Namenlosen“ und recherchiert ihre Geschichten in eindrucksvollen, präzisen Reportagen. Monatelang begleitete er ihre Routen entlang des Mittelmeers, von der Türkei über den Maghreb bis zum Senegal. Wer waren diese Menschen, die Schiffbrüchen, der Hitze der Sahara, Lastwagenunfällen, Kälte und Polizeigewalt zum Opfer fielen? Aus welchen Situationen kamen sie und warum brachen sie nach Europa auf? Del Grandes Buch ist ein Epitaph für die Opfer und ein Appell, die Tragödie der irregulären Migranten im Mittelmeer nicht länger zu ignorieren. Die zahllosen Opfer und ihre Geschichten zu vergessen, würde bedeuten, sie erneut sterben zu lassen. In Italien hat das Buch bereits für großes Aufsehen gesorgt.

      Mamadous Fahrt in den Tod
    • Dawla in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui gli affiliati dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. Gabriele Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito nel Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia. Questo libro è il racconto delle loro storie intrecciate alla storia più grande dell’ascesa e della caduta dello Stato islamico.Un racconto che parte nel 2005 nei sotterranei del carcere di massima sicurezza di Saydnaya, in Siria, e che passa per la rivoluzione fallita del 2011, la guerra per procura contro al-Asad, il ritorno del Califfato e gli attentati che hanno sconvolto l’Europa.Senza mai cedere ai toni della saggistica, Del Grande mette in scena una galleria di personaggi le cui vicende si snodano in un intreccio di storytelling e geopolitica. Un manifestante siriano spinto da un’autentica sete di giustizia a prendere le armi e che, davanti alla corruzione dell’Esercito Libero, sceglie di arruolarsi nel Dawla, dove farà carriera come agente dei servizi segreti interni ed emiro della polizia morale, hisba. Un hacker giordano in fissa con l’esoterismo giunto in Siria seguendo le profezie sulla fine del mondo e finito nel braccio dei condannati a morte in una prigione segreta del Dawla. E un avventuriero iracheno ingaggiato da un ex colonnello dell’Anbar che grazie alla propria intraprendenza si addentrerà nel livello più oscuro dei servizi segreti del Dawla, quello responsabile della pianificazione degli attentati in Europa.Asciutto e spietato come una tragedia classica, avvincente come un action movie, questo libro straordinario ci racconta storie forti, piene di colpi di scena, avventure, sentimenti, rabbia, amore, vita, morte, punti di vista opposti sulla guerra e sul mondo.Dawla nasce da un progetto di crowdfunding che ha avuto un appoggio appassionato e generoso da parte dei sostenitori di Del Grande, qui impegnato ad affrontare con la massima competenza e un piglio narrativo eccezionale lo scomodo punto di vista dei carnefici. “Non per giustificare, non per umanizzare. Ma unicamente per raccontare e, attraverso una storia, cercare una risposta, ammesso che ve ne sia una, a quell’antica domanda sulla banalità del male che da sempre riecheggia nelle nostre teste dopo ogni guerra.”

      Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori
    • Mamadou va a morire

      La strage dei clandestini nel Mediterraneo - Seconda edizione prima ristampa

      • 160pages
      • 6 heures de lecture

      Dal 1988 oltre 12.000 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa. Vittime dei naufragi, ma anche del caldo del Sahara, degli incidenti di tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati e degli spari della polizia. Mamadou va a morire è il racconto coraggioso di un giovane giornalista che ha seguito per tre mesi le rotte dei suoi coetanei lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione vittima di una mappa. Il suo è anche un grido d'allarme su una tragedia negata, che chiama in causa l'Europa, i governi africani e le società civili delle due sponde del Mar di Mezzo.

      Mamadou va a morire