Qais Akbar Omar is 29 years old. His young life coincided with one of the most convulsive decades in Afghan history: civil war, the rise of the Taliban, and the arrival of international troops in 2001. A Fort of Nine Towers - named for the place his parents first sought shelter from war - is the story of Qais' family and their remarkable survival. A group of tenacious and deeply loving people, when the fighting came they were buffeted from one part of Afghanistan to the next 'like kittens in the jaws of a lion', setting up camp on the plains, in the famous Buddha caves at Banyam, and with Kuchi nomads, before returning finally to Kabul, where they belong.
Qais Akbar Omar Livres
Qais Akbar Omar tisse des récits qui plongent dans la tapisserie complexe de l'expérience humaine, explorant souvent des thèmes qui résonnent à travers les divisions culturelles. S'inspirant d'un riche héritage et d'un parcours personnel, son travail offre une perspective unique sur la résilience, l'identité et la recherche de connexion. Il écrit avec une précision et une empathie qui entraînent les lecteurs dans ses mondes méticuleusement construits. Sa voix littéraire est distinctive et offre de profondes réflexions sur ce que signifie être humain au milieu des défis et de la beauté.



Leggere Shakespeare a Kabul
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Dopo un lungo viaggio in Afghanistan, l'attrice francese Corinne Jaber decide di mettere in scena a Kabul Pene d'amor perdute di Shakespeare. Il primo scoglio che deve affrontare è il testo, non esistono infatti traduzioni in Dari dell’immortale poeta inglese. E poi bisogna trovare gli attori: sfilano davanti agli occhi di Corinne e dei suoi collaboratori persone dalle più diverse provenienze sociali, tutte disposte a rischiare, e molto, pur di realizzare un sogno. Ci sono anche le donne, consapevoli dei pericoli cui vanno incontro in un Paese in cui mai si è vista una donna sul palcoscenico insieme agli uomini. Grazie al coraggio e alla passione di tutti, in mezzo a mille difficoltà, Pene d’amor perdute prende forma, gli attori si rivelano geniali, e capiscono che il grande e lontano Shakespeare ha scritto una commedia “afghana”, tanto la sua ironia, la leggerezza e la poesia sono vicine alla loro cultura. Ma in che modo verrà accolta la commedia in un Paese dove guerra, violenza e discriminazioni sono all’ordine del giorno? Amore per la conoscenza, desiderio di elevarsi al di sopra della terribile realtà quotidiana e di mettersi alla prova in qualcosa di mai tentato e sperato, solidarietà con i propri simili, si fondono in una storia dalla quale è difficile staccarsi anche quando si è finito di leggerla.