Ogni parola che sapevo
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Mia moglie arriva trafelata, sembrando un gigante buono che mi aiuterà a uscire da un buco nero nel bosco. Ha gli occhi sgranati e chiede cosa succede. La mia risposta è confusa, parlo una lingua nuova e incomprensibile, mentre un demone si è intrufolato nella mia bocca. Sono infuriato con me stesso e con lei per la mancanza di comprensione. Mi sento imprigionato, nel buco nero del bosco non ci sono parole, solo versi infantili e rantoli disperati. La storia che Andrea Vianello racconta è quella del suo ictus, un’ischemia cerebrale causata da una dissecazione della carotide. Nonostante una brillante operazione d’urgenza, il danno era già avvenuto: le parole, che per lui rappresentano identità e professione, sono diventate una confusione totale. Questo libro esplora il viaggio attraverso l’inferno dell’ictus e il percorso riabilitativo, mostrando come Vianello sia riuscito a recuperare le sue parole, aggiungendone di nuove. Racconta la vulnerabilità fisica, la brutta sensazione di passare dai riflettori della tv ai meandri della sanità pubblica, e la necessità di trovare parole per combattere ogni giorno gli strascichi dell'evento subito. Le parole degli affetti, a volte date per scontate, riempiono un intero vocabolario. È un libro emozionante, ironico e pieno di speranza, che narra il coraggio quotidiano di chi affronta una lunga e solitaria traversata del deserto, recuperando, nonostante tutto, la propria parte migliore.

